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L'Uccisione d'Onore
Al-Shaik Dr. Muhammad Fadel
Uccisione d’onore
Sono rimasto infastidito nel vedere che Hizb al-tahrir -- un gruppo noto per le sue posizioni eccentriche sulla Khilafa -- ha rilasciato una dichiarazione nella quale si afferma che l’Islam sostiene il concetto dell’uccisione “d’onore”, sulla base di una dubbia analogia con il fatto che una persona uccisa per proteggere il proprio onore è considerata un martire. Vorrei aver aggiunto la mia risposta al loro “communique”, ma la loro era una dimostrazione di ignoranza talmente indecente che l’unica scelta era quella di cancellarla immediatamente e di chiedere ad Allah di condurci fuori dall’oceano di oscurità nel quale ci troviamo.
Nel frattempo, avendo alcuni minuti liberi, sono riuscito a trovare a questo riguardo la trattazione di Ibn 'Abd al-Barr nel suo monumentale "Al-Istidhkar li-madhahib fuqaha` al-amsar" che è un libro di fiqu comparativo nella forma di commento sul Muwatta’ dell’Imam Malik, che Allah si compiaccia in lui.
In un capitolo intitolato “La norma giuridica (qada’) per colui che trova un uomo [non Mahrim] con sua moglie”, Malik narra dalla fonte di Abu Hurayra che Sa'd b. 'Ubada abbia detto al Profeta (s): “Supponi che io trovi un uomo con mia moglie. Devo lasciarlo [con lei] finchè non porto lì quattro testimoni?” Il Profeta (s) disse: “Sì.”
Ibn 'Abd al-Barr disse: “Questo hadith riguarda i seguenti principi legali: il divieto di applicare una pena legale senza l’autorità legale (sultano) e senza testimoni, al fine di evitare l’occasione di versare il sangue di un musulmano unicamente sulla base delle dichiarazioni del suo accusatore, colui che cerca di versare il sangue dell’accusato. [In questo caso] la verità dell’accusa sarebbe conosciuta solo per mezzo della dichiarazione dell’accusatore e Allah, che Egli sia glorificato e santificato, ha dichiarato preziosa la vita di un musulmano e anche un grande peccato il portarla via. Perciò, [la pena legale] è possibile solo nelle condizioni in cui Allah l’ha permessa. L’applicazione della pena legale è esclusivamente per il governo, così che possa essere applicato ciò che Allah ha comandato nel Suo libro o sulla lingua del Suo Profeta (S).”
Malik narrò anche dalla fonte di Sa'id b. Yahya da Sa'id b. al-Musayyib che: “Un uomo proveniente dalla Siria, dal nome di Ibn Khaybari, trovò un uomo con sua moglie e così uccise lui o entrambi. Mu'awiya b. Abi Sufyan non era certo su come giudicare questo caso, così scrisse una lettera a Abu Musa al-Ash'ari, chiedendogli di interrogare 'Ali b. Abi Talib [su questo caso]. Così egli interrogò 'Ali sul caso e ‘Ali gli disse, ‘Questo caso non rientra nel mio campo. Ti prego di raccontarmi [le circostanze].’ Abu Musa al-Ash'ari gli raccontò che Mu'awiya b. Abi Sufyan gli aveva scritto una lettera chiedendogli di indirizzare a lui questa domanda. ‘Ali disse, ‘Io sono Abu Hasan – se egli [Ibn Khaybari] non porta quattro testimoni, che sia consegnato con una corda [ai parenti del deceduto] (fa-l-yu'ta bi-rummatihi).’"
Lo stesso episodio è stato riferito anche da Ibn Jurayj, Ma'mar, al-Thawri, tutti secondo la fonte di Yahya b. Sa'id da Sai'd b. al-Musayyib.
Ibn 'Abd al-Barr disse: “Significa che [il giudice/governante] deve consegnarlo [l’assassino] con una corda intorno al collo ai parenti della vittima, così che questi mettano in pratica qisas contro di lui. Si è anche detto che egli [il giudice/governante] deve consegnarlo [l’assassino] con una corda intorno al collo ai parenti della vittima, così che questi mettano in pratica qisas contro di lui, a meno che egli porti quattro testimoni dell’atto di adulterio, per il quale la pena obbligatoria è la lapidazione.”
La maggior parte dei giuristi delle comunità, le persone di una certa autorità e quelle forti delle conoscenze tramandate concordano con l’opinione di ‘Ali, sia grande lode ad Allah.
Anche 'Abd al-Razzaq tramandò secondo la fonte di Ma'mar da al-Zuhri, il quale disse: “Un uomo si rivolse al Profeta (S) dicendo, ‘Un uomo trova un altro uomo con sua moglie: dovrà egli ucciderlo?’ Il Profeta (S) disse, ‘No, non senza una prova.’”
Abu Bakr b. Abi Shayba disse: "'Abda b. 'Asim mi ha raccontato secondo la fonte di al-Hasan che egli ha detto, ‘Le pene [al-hudud] sono [responsabilità] del governo [al-sultan].”
Questa [opinione] è attribuita a Ibn Muhayriz, 'Ata` al-Khurasani, e 'Umar b. 'Abd al-'Aziz, e non c’è disaccordo su questo punto.
Was-salam,
Mohammad Fadel
© 2001, Islamic Supreme Council of America
© della Traduzione in Italiano di Arabia.it