La stranezza della Sunnah e dei suoi seguaci

di Al-Hāfidh Ibn Rajab Al-Hanbalī (736H-795H)

da Kashf-ul-Qurbah fī Wasfi Hāli Ahlil-Ghurbah

La Moschea del Profeta s.w.s. a Medina

 

A proposito dell’affermazione del Profeta (s): “L’Islām è iniziato come qualcosa di strano e tornerà ad essere strano, così com’è cominciato”, l’Imām Al-Awzā’ī (r) disse: “A questo riguardo, non significa che l’Islām scomparirà, ma piuttosto significa che scompariranno i Ahl-us-Sunnah [1], a tal punto che non ne rimarranno in nessun luogo, nessuno di loro eccetto uno.”

Sulla base di questa interpretazione, nelle affermazioni del Salaf si riscontrano una grande lode per la Sunnah e molti punti in cui essa viene descritta come strana e i suoi adepti e seguaci come limitati di numero.

Al-Hasan Al-Basrī (r) era solito dire ai suoi compagni: “O Ahl-us-Sunnah! Siate gentili l’uno con l’altro e che Allāh abbia pietà di voi. Poiché infatti voi siete parte di un popolo ridottissimo.” [2]

Yūnus Ibn ‘Ubaid (r) disse: “Non c’è nulla di più strano della Sunnah. E ciò che è più strano ancora è colui che la conosce.”

Sufyān Ath-Thawrī (r) disse: “Trattate gentilmente gli Ahl-us-Sunnah, poiché essi sono davvero stranieri.” [3]

L’interpretazione del termine “Sunnah” secondo questi studiosi era il sentiero del Profeta (s) – quello sul quale si trovavano lui e i suoi compagni – libero da Dubbi (Ash-Shubuhāt) e Desideri (Ash-Shahawāt). Per questo motivo Al-Fudail Ibn ‘Iyād (r) era solito dire: “Ahl-us-Sunnah è colui che sa cosa entra nel suo stomaco dal halāl.”

Il motivo è che il consumo di halāl è uno dei più grandi aspetti della Sunnah, sul quale si trovavano il Profeta (s) e i suoi compagni.

In seguito, rimase l’abitudine presso la maggior parte degli studiosi successivi, dagli studiosi di hadith e di altri campi, di ritenere che la Sunnah consistesse di ciò che è libero da Dubbi relativi al Credo. Ciò avveniva in particolar modo con questioni come la fede in Allāh, i Suoi angeli, i Suoi libri, i Suoi messaggeri, l’Ultimo Giorno, e altre questioni come il Qadar e i meriti dei Sahābah. Essi compilarono opere letterarie riguardanti questa conoscenza e le chiamarono i libri della “Sunnah”. Questa conoscenza era solo etichettata con il nome di “Sunnah”, poiché la sua importanza era immensa e tutti quelli che la contrastavano si trovavano sull’orlo della distruzione.

E per quanto riguarda la Sunnah completa, essa è dunque il cammino che è libero e al sicuro da Dubbi e Desideri, come hanno affermato Al-Hasan, Yūnus Ibn ‘Ubaid, Sufyān, Al-Fudail e altri oltre a loro. Per questo motivo, i suoi seguaci vengono descritti come strani a causa del loro numero ridotto e della loro scarsità negli Ultimi Giorni.

Questa è la ragione per cui in alcuni dei resoconti precedentemente citati si afferma che essi sono: “Un popolo virtuoso circondato da persone che abbondano di malvagità. Coloro che li disobbediscono sono più grandi di coloro che li obbediscono.” [4]

In questo si trova un’indicazione del loro scarso numero e del numero di coloro che rispondono e accettano la loro chiamata. Ci viene anche fatta notare la grande quantità di quelli che si oppongono a loro e che a loro disobbediscono.

Questo è il motivo per cui viene riferito in molti hādīth che sarà lode a colui che rimane saldo nella propria religione durante gli Ultimi Giorni. E che colui che agirà in questo modo sarà come uno che si tiene stretti dei pezzi di carbone rovente. E che colui che agirà in questo modo riceverà una ricompensa cinquanta volte maggiore di quelli prima di lui. [5] Il motivo è che egli non troverà alcun sostenitore nel compiere buone azioni.

Questi stranieri sono di due categorie: nella prima rientrano coloro che correggono i propri errori quando le persone sono divenute corrotte. La seconda categoria comprende coloro che correggono ciò che la gente ha corrotto della Sunnah. E quest’(ultima) è la più elevata e virtuosa delle due categorie.

 

La stranezza del credente durante gli Ultimi Giorni

At-Tabarānī e altri hanno trasmesso con una catena di narrazione che è fonte di congetture [6] dall’hadīth di Abu Umāmah che il Profeta (s) disse:

“In verità, in ogni questione c’è un progresso e una regressione. E in verità dal progresso di questa Religione consegue ciò sul quale tu stavi dalla cecità e dall’ignoranza e ciò con cui Allāh mi ha inviato. E in verità dal progresso di questa Religione consegue che al clan fu insegnato (l’Islām) dai membri della sua famiglia, al punto che non fu trovato fra loro (le tribù) nessun furfante tranne uno o due. Dunque, questi due vennero oppressi e umiliati. Quando essi desiderano parlare, vengono trattenuti, sottomessi e perseguitati. E in verità dalla regressione di questa Religione consegue che la tribù agisce in modo severo nei confronti dei membri della sua famiglia, al punto che tra loro non si vede se non un faqīh (una persona che comprende) o due faqīh. Perciò essi saranno entrambi oppressi e umiliati. Se essi parlano e comandano il bene e proibiscono il male, essi vengono trattenuti, sottomessi e perseguitati. Ed essi non troveranno sostenitori o aiutanti in questa faccenda.”

Dunque, il credente che ha conoscenza della Sunnah e che possiede comprensione della Religione viene descritto in questo hadith come uno che durante gli Ultimi Giorni – al punto della sua corruzione – sarà oppresso, degradato e incapace di trovare aiutanti e sostenitori.

Anche At-Tabarānī riferì con una debole catena di narrazione secondo la fonte di Ibn Mas’ūd (r) che il Profeta (s) disse:

“E in verità dai suoi segni (cioè l’Ora) consegue che il credente agli occhi della sua tribù sarà inferiore (in stato) di un agnello.” [7]

E viene riportato nel Musnad di Imām Ahmad che 'Ubādah Ibn As-Sāmit disse ad uno dei suoi compagni:

“Tra poco la tua vita ti sarà prolungata. Vedrai un uomo che recita il Corano sulla lingua di Muhammad (s), ripetendolo e mostrandolo, permettendo il suo halāl e proibendo il suo harām. Poi egli verrà abbassato di livello e la sua posizione sarà invalidata tra voi e considerata solo alla stregua di quella di un asino morto.”

E simile a questo è il detto di Ibn Mas’ ūd:

“Giungerà per la gente un tempo in cui il credente diventerà inferiore alla schiava.”

Infatti, a causa della sua stranezza il credente sarà umiliato solo negli Ultimi Giorni davanti ai malvagi tra la gente dei Dubbi e dei Desideri. Ognuno di loro lo odierà e lo insulterà, poiché egli segue il proprio cammino e si oppone al loro, e poiché egli cerca il proprio fine al di là del loro, e a causa delle sue prove su ciò che è con loro.

E quando Daw ūd At-Tā’ī morì, Ibn As-Samāk disse:

“In vero Daw ūd guardò con il suo cuore ciò che era di fronte a lui e la vista del cuore prese il posto della vista degli occhi. Così fu come se egli non vedesse più ciò che guardava e come se non si potesse vedere ciò che egli guardava. E voi vi meravigliavate di lui ed egli di voi. Per voi divenne strano che egli fosse vivo in mezzo alla morte.”

E tra di loro era colui la cui famiglia e i cui figli l’avrebbero odiato a causa del suo disprezzo della sua condizione. 

‘Umar Ibn ‘Abd-il-‘Azīz una volta sentì sua moglie dire: “Che Allāh ci liberi di te.” Così egli disse: “Amīn.”

I nostri Salaf (predecessori), durante le loro vite descrivevano il credente principalmente con stranezza, come è tramandato nelle loro narrazioni.

E dalle parole di Ahmad Ibn ‘Āsim Al-Andākī, che era uno dei maggiori studiosi al tempo di Sulaimān Ad-Dārānī, conseguiva:

“In vero, io ho raggiunto da tutti i tempi un tempo nel quale l’Islām è tornato ad essere strano come all’inizio. In esso la descrizione della verità è tornata ad essere strana come da principio. Se vi rivolgeste allo studioso lo trovereste provato dall’amore per questa vita terrena e dall’amore per l’onore e l’autorità. E se vi rivolgeste al devoto, lo trovereste ignorante nella sua devozione, ingannato e caduto vittima del suo nemico Iblīs. Egli ha raggiunto i più alti livelli di devozione pur essendo ignorante del modo in cui essi si compiono. Come può egli dunque essere a quel livello? E il resto delle persone appartiene alla schiera dei seguaci ignoranti, sempliciotti e veloci a seguire un sentiero, come se fossero lupi che cercano di rubare una pecora, o un leone affamato o una volpe in agguato. Questa è la descrizione della gente del vostro tempo secondo coloro che portano la conoscenza, il Corano e coloro che fanno appello alla saggezza.” [8]

Questa era la descrizione della gente del suo tempo. Dunque, quanto si è aggravata la situazione e quanto più grande è diventata la crisi! Infatti, essa ha raggiunto un punto che mai si sarebbe pensato o immaginato.

Aggrapparsi alla Sunnah durante i periodi di afflizione  


At-Tabarānī riferì dall’hadīth di Abu Hurairah che il Profeta (s) disse:

“Colui che si aggrappa alla mia Sunnah nel momento della corruzione della mia Ummah riceverà la ricompensa di un martire.” [9]

E Abu Ash-Shaikh Al-Asbahānī riferì con una catena collegata a Al-Hasan (Al-Basrī) che egli (r) disse: “Se un uomo della prima generazione di Musulmani fosse inviato (a noi) oggi, egli non riconoscerebbe nulla dell’Islām a parte questa preghiera!”

Poi egli (r) disse: “Giuro su Allāh che se egli dovesse vivere fino al tempo di queste malvagità vedrebbe l’innovatore che invoca la sua innovazione o l’individuo immerso nella vita mondana invocare i suoi affari mondani. Poi Allāh lo proteggerebbe e il suo cuore bramerebbe ciò su cui erano i Salaf as-sālih (pii predecessori). E così egli seguirebbe le loro orme e agirebbe secondo i loro insegnamenti. Per costui ci sarà una grande ricompensa.


Ibn Al-Mubārak riferì da Al-Fudail da Al-Hasan che una volta egli menzionò l’uomo ricco e stravagante che ha l’autorità e che ammassa ricchezze pretendendo che in questo non ci sia un fine. E poi menzionò l’innovatore mal diretto che si oppone ai Musulmani con la spada sguainata, cambiando il significato di ciò che Allāh ha rivelato a proposito degli infedeli in favore dei Musulmani. Quindi disse:

“La tua Sunnah, e lo giuro su Colui a paragone del quale non esiste nulla degno di essere venerato eccetto Egli Stesso, si trova tra queste due cose: tra colui che è autosufficiente e colui che è spietato, tra lo stravagante e l’ignorante. Dunque abbi pazienza con essa, poiché in vero gli Ahl-us-Sunnah sono pochissimi tra la gente, sono coloro che non ricadono nella categoria degli stravaganti nella loro eccessività, né ricadono tra gli innovatori nel seguire i propri desideri. Piuttosto, essi si appoggiano con pazienza alla propria Sunnah fino a quando incontreranno il loro Signore. Così sia dunque, se Allāh lo vorrà!” [10]

E poi egli (r) disse:

“Giuro su Allāh che se un uomo dovesse arrivare ad essere testimone di queste malvagità egli sentirebbe qualcuno dire: ‘Vieni qui da me!’ e qualcun altro dire: ‘Vieni qui da me!’ Così egli direbbe: ‘No! Non desidero nient’altro se non la Sunnah di Muhammad (s)’, ricercandola e facendo domande su di essa. In vero a costui verrà data una grande ricompensa. Così sia dunque, se Allāh lo vorrà!”

 

Note:
 

[1] Con il termine Ahl-us-Sunnah [o Ahl as-Sunnati wal-Jamā'ah] si intendono tutti i Musulmani che seguono la Sunnah del Profeta Muhammad (s) e la Jama`ah. Essi la imparano, agiscono di conseguenza e la insegnano ad altri. Si tratta di studiosi, dei loro studenti e di coloro che seguono le loro orme.

[2] Questo resoconto fu riferito da Al-Lālikā'ī. Badr Al-Badr indicò la sua debolezza nelle sue note a Kashf-ul-Qurbah. Tuttavia, una simile narrazione è stata riferita da Ad-Dārimī (1/72) e le sue esatte parole sono: "Poichè in vero gli Ahl-us-Sunnah sono il popolo con il minor numero rimasto.” Questa narrazione è autentica.

[3] Questa narrazione fu riferita da Al-Lālikā'ī nel suo Sharh Usūl 'Itiqād Ahl-is-Sunnah (1/64) e viene citata da lui da Ibn Al-Jawzī in Talbīs Iblīs.
[4] Musnad Ahmad (2/177) e i suoi controlli sono stati citati precedentemente.

[5] Questo detto è basato sul seguente hadīth attribuito al Profeta (s):

“In vero, dopo di voi verranno tempi che richiederanno pazienza. (In quei giorni) colui che si terrà stretto a ciò su cui voi siete avrà la ricompensa di cinquanta tra voi. Egli riceverà la ricompensa di cinquanta (colui che si atterrà al sentiero dei compagni nei tempi a venire).”

Questo hadīth è stato riferito da Al-Marūzī in As-Sunnah (no. 35), At-Tabarānī in Al-Kabīr (17/117), Abu Dawūd nel suo Sunan (no. 3441), At-Tirmidhī (no. 3057), che lo dichiarò sahīh, e da Ibn Mājah (no. 4014).

[6] Al-Haithamī (r) disse: “Nella sua catena è ‘Alī Ibn Yazīd ed egli è rifiutato.” [Majma’-uz-Zawā’id: 7/261].
[7] L’hadīth è come Ibn Rajab ha affermato, poichè ha una debole catena di narrazione.
[8] Hilyat-ul-Awliyā (9/286)
[9] Si tratta di un hadīth debole riferito da Abu Nu’aim che lo attribuisce a At-Tabarānī. Al-Haithamī (1/172) disse: “Nella catena è Muhammad Ibn Sālih Al-‘Adawī. Non ho trovato nessuno che scrisse una biografia per lui. I restanti narratori sono attendibili.” Abu Nu’aim lo etichettò come strano (gharib) da ‘Abd-ul-‘Azīz da ‘Atā.
[10] La catena citata per questo resoconto da Ibn Rajab non è autentica. Tuttavia, una narrazione simile si può trovare in Sunan Ad-Dārimī (1/71-72).
[11] Egli è Kumail Ibn Ziyād An-Nakha’ī (r). Fu uno dei nobili e virtuosi tra i Tābi’īn. Fu catturato e ucciso da Yūsuf Al-Hajāj Ath-Thaqafī nel 82H. Si veda Al-Ma’warifah wat-Tārīkh (2/481) di Al-Fasawī (r).

© della Traduzione in Italiano di Arabia.it