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Smentito Panorama sui
pakistani di Al Imamya
SICUREZZA Il gruppo islamico sotto osservazione
Allarme terrorismo islamico a Carpi? Pare proprio di no, malgrado i toni
allarmistici con cui il settimanale Panorama ha trattato l'argomento nel
numero in edicola una settimana fa. La rivista aveva definito preoccupante
la presenza a Carpi dell'associazione Al Imamya, che raccoglie la maggior
parte degli esponenti della comunità pakistana, in tutto circa un migliaio
in città. Al Imamya è un'associazione di stampo culturale che raccoglie i
pakistani di svariate città d'Italia e ha una sede anche a Carpi. Messa
sotto osservazione 'preventiva' dopo i fatti dell'11 settembre negli Usa,
per pura formalità (come puntualizzano i carabinieri), ha sempre dimostrato
di raccogliere adesioni di persone normali e che si sono inserite nel
tessuto produttivo cittadino. Il settimanale Panorama, nel numero in edicola
la settimana scorsa, l'aveva additata come una delle possibili espressioni
della Jihad in Italia, quella corrente estremista fautrice della guerra
santa con ogni mezzo contro l'Occidente. Nulla di tutto questo, almeno
stando alle testimonianze degli stessi carabinieri carpigiani. 'Si tratta di
un'organizzazione con alcuni associati che conosciamo bene - ha spiegato il
capitano Fabrizio Frattoni - Non è mai emerso nulla di irregolare o di
sospetto. Si tratta di un'associazione che ha i caratteri dell'assistenza e
della valorizzazione di istanze culturali proprie dell'Islam'. Anche la
questura ammette che nulla di preoccupante è mai emerso relativamente ai
pachistani di stanza a Carpi. Il settimanale della Mondadori ha avanzato
ipotesi audaci, seppur non confermate, che non hanno però trovato riscontro
sul territorio. Peraltro l'Italia veniva dipinta dall'articolista come uno
dei luoghi più 'fertili' per l'estremismo islamico, peccando forse di un
allarmismo un tantino esasperato.
Quella dei pakistani è una comunità in crescita a Carpi. In un anno, dal
giugno 2000 al giugno 2001 i pakistani sono aumentati di oltre il 30%,
passando da 469 a più di 600, superando per numero la comunità di tunisini e
quella di marocchini. Il capo della comunità pakistana Khan Walayat sostiene
che potrebbero essere anche 800, mentre, assommando i possibili clandestini,
le forze dell'ordine arrivano ad ipotizzare il migliaio di persone.
Il loro punto di aggregazione è in via Volta all'interno di una scuola
abbandonata che il Comune ha messo a disposizione. Stanno aumentando anche i
ricongiungimenti familiari, indice questo di una integrazione sociale che va
migliorando.
La Gazzetta di Modena del 5 luglio 02