Piero
Di Pasquale
Ci troviamo in un luogo non precisato nel Libano, per incontrare questa
sera Sayyed Hassan Nasrallah, il segretario generale di Hezbollah,
l'organizzazione sciita, il partito di Dio, che il presidente americano
Bush
ha inserito quest'anno tra i terroristi piu' pericolosi che ci sono sul
nostro pianeta. Grazie per aver accettato questa intervista di RaiNews 24.
Lei si sente in guerra? E con chi?
Nasrallah
In nome di Dio , noi siamo in stato di guerra con le forze israeliane di
occupazione che hanno invaso il territorio libanese a partire dal 1972 e
poi hanno completato l'occupazione nel 1982, In quell'anno e' nato il
partito di Hezbullah come forza di resistenza, un movimento popolare che
mira a cacciare via le forze straniere di occupazione. Quindi Noi siamo in
guerra con Israele perche' occupa le nostre terre e detiene
nelle prigioni molti ostaggi e costituisce una minaccia continua per il
nostro paese.
Di Pasquale
Si sente in guerra anche con gli Stati Uniti?
Nasrallah
Non siamo in guerra contro gli USA, ma siamo in contrasto politico con
l'Amministrazione americana. Crediamo che le politiche dell'America nei
confronti dei nostri popoli e dei nostri governi siano errate e
aggressive, anche perche' il governo americano appoggia sempre Israele
offrendole tutto l'aiuto richiesto, aiuto militare, politico ed economico,
e ostacola l'approvazione al Consiglio di Sicurezza dell'ONU di ogni
condanna di Israele per i massacri commessi nei confronti dei palestinesi.
Non abbiamo proclamato guerra contro gli USA anzi al contrario, l'America
lancia guerre contro di noi e gli altri, ma noi ci difenderemo con
coraggio.
Di Pasquale
Sayyed Hassan Nasrallah, è passato un anno dall'11 di settembre,
lei che sa cosa significa provare il dolore per la perdita di un proprio
caro in un evento drammatico. Che cosa si sente dire alle famiglie
americane che hanno perso i loro cari in quell'attentato?
Nasrallah
Avevamo, a suo tempo, emesso un comunicato dove abbiamo
presentato loro le nostre condoglianze per la perdita dei cari. Da 50 anni
in questa regione viviamo queste situazioni in continuazione, abbiamo
perso amici, figli e parenti a causa dell'aggressione israeliana. Le forze
israeliane hanno commesso stragi nei confronti di civili e palestinesi.
Sappiamo le difficolta' provate dalle famiglie delle vittime di quei
avvenimenti, siamo spiacenti.
Di Pasquale
Cosa vorrebbe dire al presidente americano Bush?
Nasrallah
Il presidente e il popolo americano sono invitati a rivalutare
l'11 settembre. Sfortunatamente cio' che e' accaduto in quella data, e noi
non lo approviamo, invece di spingere a rivedere le politiche sbagliate
specie nei confronti del Medio oriente, e' stato sfruttato per continuare
nelle politiche aggressive. Se l'America oggi desidera combattere il
terrorismo, come afferma, dovrebbe prima di tutto esaminare le motivazioni
che l'hanno prodotto e non occuparsi soltanto dei risultati. Il popolo
americano deve sapere che le politiche dell'Amministrazione Americana
provocano delle conseguenze e l'America deve assumersi le sue
responsabilità quanto agli avvenimenti dell'11 settembre. Non voglio
offrire giustificazioni, ma sottolineo una realtà. Fino a quando verranno
considerati come terroristi i bambini caduti sotto il fuoco dell'esercito
israeliano, E non verrà riconosciuto Sharon e molti altri come lui in
Israele dei terroristi, nessuno nel mondo arabo e islamico crederà alla
guerra americana contro il terrorismo. Dico a Bush che continuare nelle
attuali politiche non garantirà la sicurezza degli USA anzi coinvolgerà
l'America in conflitti sempre piu' difficili da vincere. L'aggressione
americana in diverse parti del mondo puo' non trovare reazioni al lungo
andare, ma non e' cosi nel mondo arabo e islamico. Bush puo' difendere il
suo paese e i suoi interessi dal terrorismo attraverso una revisione delle
politiche adottate dal governo americano e non attraverso la guerra.
Di Pasquale
Secondo Bush per curare i mali del Medio oriente bisognerebbe
cominciare proprio da voi. Che cosa e' successo tra poco prima e poco dopo
l'11 settembre che ha irrigidito i rapporti vostri con gli americani?
Nasrallah
Vi sono stati sempre problemi tra i popoli di questa regione e
gli Stati Uniti, e ho gia' detto qual'è il motivo, cioé la posizione degli
USA a sostegno di Israele. L'esercito israeliano ha occupato le terre
arabe con carri armati di fabbricazione americana. Con caccia americani
gli israeliani hanno distrutto le case dei libanesi uccidendo migliaia di
persone. Quindi le responsabilità di tutto ciò non e' soltanto di Israele
ma anche di quelli che difendono Israele e la proteggono. Questo nasce
prima dell'11 settembre, dopo questa data, con la scusa di combattere il
terrorismo, l'Amministrazione Americana si e' irrigidita ed ora vede i
movimenti di resistenza nella regione come movimenti terroristici.
Questo non e' giusto. Dobbiamo forse dire a tutti, anche agli americani,
che ogni popolo che difende la propria terra dagli oppressori e' un popolo
terrorista? Non possiamo accettare questo nel modo piu' assoluto.
L'insistenza americana di etichettare i movimenti di resistenza come
gruppi terroristici, mentre Israele che commette ripetuti massacri e'
considerata dagli USA un paese democratico e evoluto, e' una
contraddizione che provoca l'irrigidimento delle relazioni con le
popolazioni di questa regione e fa nascere delle inimicizie con gli USA.
Il problema non e' il popolo americano, ma il suo governo che commette
questi errori.
Di Pasquale
E' vero che dopo l'11 di settembre vi siete incontrati con dei mediatori
americani e che c'e' stata qualche proposta che non avete accettato?
Nasrallah
I mediatori non erano americani ma di altre nazionalità che
portavano delle lettere da parte delle autorità americane, queste
contenevano alcune richieste in cambio delle quali, se accettate, gli
Hezbollah sarebbero stati cancellati dall'elenco dei gruppi terroristici.
Una di queste richieste pretendeva la trasformazione del partito di Dio in
agenti segreti e collaborazionisti dei servizi segreti americani.
Abbiamo risposto che non avevamo legami con gruppi terroristici come Al
Qaeda e quindi Non potevamo
trasformarci in agenti segreti per conto degli americani.
Poi ci hanno chiesto una mano dal punto di vista umanitario, abbiamo
risposto che da 50 anni gli USA offrono servizi non umanitari in questa
regione attraverso il sostegno ad Israele. Occorre che gli Usa rivedano la
loro posizione e dopo possiamo rivedere anche la nostra. Infine hanno
chiesto anche di abbandonare la resistenza all'occupazione israeliana, ma
ho risposto loro come e' possibile lasciare la nostra terra sotto
occupazione mentre numerosi nostri figli sono nelle prigioni in Israele?
Nel sud del Libano c'e' un piccolo fiume chiamato "Al Wazani", che nasce
dal territorio libanese per entrare in Palestina, Israele ha sfruttato le
acque di questo fiume per piu' di 20 anni durante l'occupazione del Libano.
Israele afferma che il Libano non ha diritto su queste acque! Insomma non
possiamo bere dalle acque dei nostri fiumi perché Israele minaccia guerra
contro di noi!
Come facciamo a rinunciare alle armi e alla resistenza? Dal ritiro
israeliano, il 25 maggio 2000, Kofi Annan dice che Israele in applicazione
della risoluzione ONU 425 non ha diritto ad entrare nello spazio aereo
libanese, ma durante gli ultimi 2 anni Israele ha violato questo spazio
5000 volte.
Come si pretende che un popolo abbandoni la resistenza? Gli USA e la
societa' internazionale non hanno fatto niente. Se non fosse stato per la
nostra resistenza, Israele non sarebbe mai uscita dal Libano. Ancora oggi
c'e' un piccolo territorio occupato e la Amministrazione Americana non ha
fatto nulla. Probabilmente siamo nella lista nera perche' abbiamo
rifiutato di tradire la nostra causa.
Di Pasquale
Lei ha sempre detto che non avete avuto rapporti con AlQaeda,
pero' ci sono molte indicazioni in queste ultime settimane che lasciano
intravedere qualcosa di diverso. Il quotidiano israeliano Haarez ha detto
che ci sarebbero 150/200 terroristi di Al Qaeda in Libano. Un recente
libro uscito a Londra cita i nomi delle persone di Al Qaeda che sarebbero
venute in Libano per fare training, ne cito qualcuno: Abou Tala Al Soudani,
Saif Al Isla Al Massri ed altri. Come stanno le cose?
Nasrallah
Il Libano e' un piccolo paese dove tutti sanno tutto. Non vi sono
segreti in Libano, ne politici ne militari. Tutti i servizi segreti
stranieri in Libano sono al corrente di tutto. Gli ambasciatori in Libano
sono molto liberi nei loro spostamenti: quello americano viaggia in tutte
le parti del paese. Sono affermazioni israeliane prive di ogni fondamento.
Il governo libanese ha negato categoricamente. Gli americani sanno la
verità e credo che non hanno creduto. I servizi di sicurezza libanesi
collaborano con gli americani. Le dico che qui non c'è nessun membro di Al
Qaeda, nessuno di questi ha fatto training in Libano. I membri di Al Qaeda
sono concentrati in Afghanistan. Credo che i libanesi abbiamo molti altri
problemi. Gli israeliani cercano sempre di trovare legami tra la
resistenza libanese e i gruppi terroristici.
Di Pasquale
Secondo Lei Al Qaeda che cos'e'?
Nasrallah
SE vogliamo definire Al Qaeda dobbiamo rivedere una parte della
storia. Dopo l'occupazione russa dell'Afghanistan gli USA dettero aiuto ai
movimenti islamici afghani. Molti membri di questi movimenti furono
addestrati in Pakistan da ufficiali americani. Tutti sanno che gli USA
chiesero ad amici in alcuni paesi arabi e islamici di inviare combattenti
in Afghanistan. Ma dopo l'uscita dei russi dall'Afghanistan i paesi arabi
e islamici hanno abbandonato questi combattenti, e loro si sono sentiti
traditi e quindi sono nate nuove organizzazioni tra le quali Al Qaeda che
si e' trasformata da amico in un nemico degli USA. Tutti sanno chi aiuto'
questo movimento per combattere i russi.
Di Pasquale
Questo e' il passato ma oggi, Lei ritiene che Al Qaeda sia
un'organizzazione terroristica o no?
Nasrallah
Non voglio entrare in queste descrizioni perche' mi sento una
parte della macchina americana che vuole accusare questa o quell'altra
organizzazione.
Al Qaeda ha commesso gravi errori e non avrebbe dovuto commetterli perché
essi sono contrari alla legge islamica.
Di Pasquale
Voi avete sempre detto che non riconoscete ad Israele il diritto di
esistere. E' sempre stato cosi? Sara' sempre cosi, o vi e' in qualche modo
la possibilita' di rivedere questa decisione?
Nasrallah
Quando parliamo di diritto e di ingiustizia parliamo di cose che non
cambiano con il cambiare del tempo. Noi chiediamo al mondo quanto segue:
prima del 1948 cosa c'era in questa regione? Vi era il Libano, la Siria,
la Giordania, la Palestina, l'Egitto, l'Iraq e non c'era una nazione di
nome Israele. Storicamente la Palestina e' stata sempre la Palestina,
mentre Israele e' uno stato che e' venuto dopo, cio' nel 1948. Da
centinaia e da migliaia di anni gli abitanti di questa terra sono
palestinesi, ma il movimento israeliano volle raccogliere da tutte le
razze, dall'Africa, dalla Russia, dalla Polonia, dall'Argentina,
dall'America e da molte altre zone del mondo, gli ebrei o coloro che
dicevano di essere ebrei. Si dice che 50 % degli emigrati russi ebrei
venuti nella Palestina occupata non sono ebrei, ma si sono spacciati come
tali per poter emigrare nella Palestina occupata.
C'e' stato dunque un movimento che ha avuto l'appoggio britannico,
occidentale e americano che e' venuto con le armi in Palestina ha cacciato
via gli abitanti di questa terra e di questi villaggi e ne ha portato
altri
venuti da tutte le parti del mondo con il sostegno internazionale. Lo
stato di Israele, gia' prima del 1948, si e' sempre basato sul concetto di
occupazione delle terre altrui, di allontanamento della gente dalle loro
terre, ha sempre commesso stragi, lanciato guerre contro i palestinesi e i
paesi arabi. Tutti i conflitti arabo-israeliani sono stati aperti da
Israele, che ha mire espansionistiche nella regione, e vuole mettere le
mani sulle sue risorse idriche e petrolifere. Il fatto che sia passato del
tempo non concede ad Israele questo diritto. La forza non concede il
diritto di commettere aggressioni nei confronti degli altri. Il fatto che
vi sono paesi nel mondo che appoggiano Israele non da' il diritto a
quest'ultima di commettere questi fatti. Noi riteniamo che la terra
della Palestina sia del popolo palestinese, malgrado ciò, quando parliamo
di soluzione non diciamo che vogliamo uccidere gli ebrei o gettarli in
mare, noi affermiamo che l'attuale situazione, cioè la terra della
Palestina, non e' in grado di reggere due stati. La crisi dei negoziati,
da Madrid fino ad oggi passando
da Camp David ai tempi del presidente Clinton, sta nel fatto che si
intendono creare, in un piccolo spazio, due stati su questa terra
all'ombra di innumerevoli problemi. Ma ciò che si propone ai palestinesi
oggi non e' un vero stato, poiché si tratta di 8 o 9 cantoni stretti e
chiusi, uno stato privo di sovranità, di frontiere che non gode dei
privilegi di un vero stato. Allora si costruisca in Palestina un solo
stato e si provveda ad un
referendum democratico con la partecipazione dei musulmani, cristiani e
ebrei per scegliere il tipo di regime che desiderano.
Questa formula potrebbe dare una soluzione al problema e quindi uscire
fuori da questo conflitto. Ma che lo stato di Israele abbia il diritto, la
terra, la sovranita', le risorse idriche e il potere di decidere, mentre i
palestinesi non hanno nessun diritto, direi che questa affermazione e'
contraria alla storia e alle realta'.
Di
Pasquale
Se dalla situazione attuale e da quanto sta avvenendo in questo momento in
tutto il mondo dovesse uscire un accordo regionale tra Libano, Siria,
Israele e Palestina per questo problema, voi che cosa direste?
Nasrallah
E' importante vedere quali sono le basi di questa soluzione. Se e' fondata
sulle basi del diritto e' proprio cio' che chiediamo.
Se invece la soluzione e' basata sull'usurpazione dei diritti degli altri
allora nessun uomo libero potrebbe approvare una tale posizione.
Di
Pasquale
E quindi se non si dovesse invece trovare un accordo voi rimanete del
parere che l'obiettivo finale e' quello di marciare su Gerusalemme, su
Qods?
Nasrallah
Occorre sapere che il problema della ragione ebbe inizio con l'occupazione
di Gerusalemme. Non e' possibile risolvere la questione senza trovare
prima una soluzione al problema della Palestina. Questo vuol
dire che la pace separata tra Israele e Egitto non porta alla pace nella
regione, cosi anche la pace tra Israele e Giordania e l'eventuale pace tra
Israele e la Siria o il Libano. La questione palestinese non riguarda
soltanto il popolo palestinese. Ogni arabo, ogni musulmano considera la
questione palestinese come se fosse la sua. Gerusalemme e' citta' santa
per tutto il mondo, per i musulmani come per i cristiani e gli ebrei. Di
conseguenza non si puo' essere parziali nel definire il destino della
Palestina e di Gerusalemme.
Lei vede che tutti i negoziati tra palestinesi e ebrei, con la
disposizione di Arafat a dare concessioni storiche, che gli israeliani non
avrebbero mai immaginato, non hanno portato a nessuna soluzione perche' le
condizioni che pongono gli israeliani ai palestinesi sono molto offensive
e non corrispondono alle aspettative dei palestinesi. Visto che la
questione palestinese e' ancora senza soluzione e che il popolo
palestinese e' oppresso noi riteniamo che sia doveroso da parte non
soltanto nostra degli Hesbollah, ma anche di tutte le forze del mondo
arabo e islamico anche se molti di questi governi non hanno il coraggio di
esprimere questo concetto, di aiutare il popolo palestinese e sostenerlo
affinche' possa riavere i suoi legittimi diritti, o almeno difenderlo
dinanzi allo sterminio e alle stragi collettive commesse dal governo di
Sharon nei confronti di questo popolo.
Oggi il popolo palestinese e' assoggettato a crimini di guerra ... e' uno
sterminio collettivo ... ogni giorno cadono decine di martiri e feriti ...
le case vengono distrutte ... Vi e' un popolo che sta morendo dinanzi agli
occhi del mondo. E, se la societa' internazionale non vuole avere la
responsabilita' di tutto questo, noi non possiamo abbandonare le nostre
responsabilita'.
Di Pasquale
Avete sempre detto che non c'e' differenza tra i militari
israeliani e i civili israeliani perche' secondo voi sono tutti e due
degli occupanti, questo significa che non c'e' differenza tra sterminio
dei civili israeliani rispetto a quelli palestinesi o quelli libanesi?
Nasrallah
Prima di tutto i palestinesi non vogliono annientare gli ebrei in
Palestina. Le ho gia' detto che nessuno vuole uccidere o gettare in mare
gli ebrei.
Quello che fanno oggi i palestinesi non e' altro che una reazione perche'
- se Lei ricorda -l'intifada ebbe inizio in Palestina, dopo la visita di
Sharon alla moschea Al Aqsa, che offese i sentimenti dei palestinesi e
dette inizio alle manifestazioni. I palestinesi per tre mesi non spararono
una sola cartuccia, si limitavano ad atti civili per esprimere la loro
posizione mediante manifestazioni, sit-in, comizi e scioperi e, nelle
peggiori dei casi, lanciavano pietre contro i carri armati israeliani. Dal
primo giorno invece i soldati israeliani hanno cominciato a sparare contro
donne, bambini e giovani palestinesi. Nei primi tre mesi hanno trovato la
morte non meno di 300 / 400 giovani palestinesi, e il mondo? Non ha fatto
niente. Nessuno ha denunciato l'uccisione dei palestinesi nelle strade per
mano dei soldati israeliani. Quindi i palestinesi hanno dovuto difendersi
... i palestinesi non possiedono missili, carri armati, aerei o cannoni,
ma detengono esplosivi e modeste quantita' di armi. I Palestinesi si sono
difesi soltanto. Desta meraviglia il fatto che gli Stati Uniti d'America
possono
uccidere decine di migliaia di afghani nei villaggi dell'Afghanistan o
bombardare un raggruppamento di civili mentre festeggiano le nozze di una
coppia, senza contestazione alcuna perche' fa parte della guerra contro il
terrorismo. Se l'uccisione di civili nel contesto della guerra contro il
regime di Taleban o l'organizzazione di Al Qaeda e' giustificabile
moralmente e l'occidente accetta questa logica, allora perche' l'occidente
non accetta la logica che i palestinesi non hanno altro che questa scelta?
Sono certo che ogni combattente palestinese intenzionato a commettere
un'azione suicida, preferirebbe colpire una caserma militare israeliana
qualora fosse in grado di raggiungerla. L'esercito israeliano non
distingue tra civili e combattenti palestinesi e apre il fuoco senza
distinzione uccidendo decine e centinaia di persone. Il mondo non ha
aiutato i palestinesi ad avere un'altra scelta.
Di Pasquale
Lei ha detto che Gerusalemme e' la citta' di tutti e non e'
soltanto di qualcuno. Lei sarebbe d'accordo sull'ipotesi che Gerusalemme
non sia ne la capitale di Israele ne quello della Palestina ma che sia,
per esempio, una citta' internazionale?
Nasrallah
Ho detto che i palestinesi vogliono riavere la loro terra, ed e'
nostro dovere dare loro ogni forma di aiuto. Questo e' un fatto in
sintonia con le religioni e anche con la legge internazionale. Quando
l'America e l'Europa intervennero per far uscire Saddam Hussein dal Kuwait
lo fecero perche' Saddam aveva occupato la terra degli altri e la volonta'
internazionale volle ridare la terra del Kuwait al popolo di questo paese.
Ebbene, questa terra appartiene al popolo palestinese che desidera riavere
le proprie terre, e il mondo e' tenuto ad aiutarlo. Noi applichiamo la
legge internazionale perche' diamo un aiuto al popolo palestinese che
vuole riavere le sue terre mentre gli Stati Uniti appoggiano l'occupante
di questa terra. Gli USA lanciano una guerra e provvedono ad avere il
consenso degli alleati in tutto il mondo per cacciare Saddam Hussein che
aveva occupato il Kuwait e offrono aiuto ad Israele che occupa i territori
palestinesi. Il mondo non riconosce la striscia di Gaza e la Cisgiordania,
cioe' i territori occupati nel 1967, come territori israeliani e approva
che questi territori sono territori palestinesi occupati, ma il mondo non
fa niente per far uscire Israele dalla Cisgiordania e da Gaza, mentre gli
israeliani commettono ogni giorno una strage in questi territori.
Abbiamo il dovere di aiutare i palestinesi, ma non combattiamo al loro
posto, sono loro che combattono. Quando le forze di occupazione si
trovavano nei nostri territori combattevamo noi. Quanto alla questione di
Gerusalemme, capitale della Palestina, direi che il problema non si
risolve dicendo che Gerusalemme e'
capitale internazionale sotto la protezione della societa' internazionale
e delle Nazioni Unite. Non si puo' esaminare la questione di Gerusalemme
senza prendere in considerazione la questione palestinese.
Dividere questo fascicolo vuol dire seminare delle mine. La soluzione del
problema sta in una Palestina, come un solo stato, dove vivono musulmani,
cristiani e ebrei.
La capitale di questo stato dev'essere Gerusalemme.
Di Pasquale
Quindi voi continuerete a sopportare con armi, con denaro, con
aiuti di tutti i tipi, organizzazioni come Hamas o la Jihad Islamica, per
la battaglia che fanno per la liberazione dei territori?
Nasrallah
In linea di massima noi non parliamo di un determinato gruppo.
Dico che il popolo palestinese e' un popolo oppresso che combatte per la
liberazione della sua terra. Daremo ogni forma di aiuto possibile ai
palestinesi.
Di Pasquale
Se Israele si ritira dietro la linea del 1967?
Nasrallah
Questo concetto e' legato a come il popolo palestinese affronta questa
questione. La Palestina e' un diritto di tutto il popolo palestinese. Se
il popolo palestinese accetta poi di rimanere, ad esempio, nelle sua terra
nonostante l'occupazione, questo secondo me e' una sorta di generosita' da
parte sua. Ma dal punto di vista storico noi consideriamo la Palestina,
dal mare al fiume, terra palestinese. Chi ha il diritto di decidere il
destino di questa terra e' il popolo palestinese.
Di Pasquale
Voi sapete che e' la posizione anche degli oltranzisti israeliani che
vorrebbero dal mare al fiume una grande Israele. Se le posizioni rimangono
questi, quali scenari Lei vede davanti?
Nasrallah
In ultima analisi vincera' l'oppresso. Non possiamo non ammettere che vi
e' un conflitto in questa regione, una guerra iniziata dagli israeliani
non dai palestinesi o dagli arabi. I palestinesi non hanno lasciato la
Palestina per distruggere l'esistenza degli ebrei in Russia, in Ucraina,
in Polonia ne hanno commesso stragi nei confronti degli ebrei in Germania
ne hanno aggredito gli ebrei in Etiopia... non hanno aggredito nessuno.
Quando i gruppi sionisti cominciarono a venire in Palestina vi erano gia'
qui gruppi di ebrei che vivevano in pace con i palestinesi e con i
cristiani. Quindi gli israeliani hanno cominciato questa guerra, non
l'abbiamo iniziata noi.
Quindi vi e' una guerra imposta e la gente oppressa non puo' che
difendersi e rivendicare i propri diritti. Lei sa come tutti quanti che
ogni forza che occupa terre altrui puo' rimanere 50 o cent'anni ma alla
fine dovra andarsene.
Di Pasquale
Mi rendo conto che sono questioni molto complicate, molto difficili, io La
ringrazio anche per la chiarezza che Lei ha sempre avuto e sempre ha
quando risponde a queste domande. Insomma cosa dovrebbero fare allora gli
israeliani? Dovrebbero andarsene tutti via?
Nasrallah
Ho detto precedentemente che noi siamo per uno stato in Palestina
dove vivono musulmani, cristiani e ebrei in pace, dove scelgono la forma
di stato che desiderano: uno stato laico, uno stato democratico ...
l'importante che vi sia un solo stato dove vivono i seguaci delle tre
religioni del monoteismo in pace e concordia.
Di Pasquale
In questo momento la situazione internazionale e' ancora piu' difficile di
quanto non fosse qualche settimana fa. Gli Stati Uniti continuano a dire
che l'operazione Iraq inizierà. Quale la vostra posizione?
Nasrallah
Rifiutiamo, in linea di principio, che gli USA - sola o con i suoi alleati
- lanci un attacco contro ogni paese del mondo, che sia un paese arabo,
musulmano, europeo o asiatico perche' ogni aggressione e' ingiusta. Se la
scusa dell'Amministrazione Americana poggia sul fatto che il regime di
Saddam e' un regime che opprime il popolo iracheno questa e' una cosa
nuova.
Perche' l'Amministrazione Americana ha offerto insieme agli alleati
europei ed arabi tutto il sostegno finanziario, militare ed economico a
Saddam Hussein durante la guerra tra Iraq e Iran? La questione non e' la
salvezza del popolo iracheno dal regime di Saddam o la protezione dei
paesi confinanti, ma riguarda gli interessi degli Stati Uniti che mirano a
mettere le mani sulle ricchezze petrolifere in Iraq e nella regione. Se il
cuore degli Stati Uniti batte veramente per il popolo iracheno allora
avrebbe dovuto intervenire da molti anni per salvare questo popolo, ma non
l'ha fatto. E se il cuore americano batte oggi per il popolo iracheno
perche' non batte anche per i palestinesi? Non e' dunque un fatto
umanitario. Se Saddam tenta di produrre armi di distruzione di massa, che
dire di altri paesi della regione che possiedono gia' queste armi e non
cercano di possederle.
Le giustificazioni presentate dall'Amministrazione Americana sono
inaccettabili. Questo non vuol dire che personalmente sostengo il regime
di Saddam Hussein. Abbiamo un'altra visione, ma il fatto che l'America
pretenda di avere il diritto di aggredire l'Iraq o ogni altro paese e' una
questione inaccettabile. Credo che il popolo iracheno abbia il diritto di
determinare il proprio destino. Credo anche che occorre dare l'aiuto ad
ogni popolo oppresso che lavora per cambiare il regime senza l'intervento
di una potenza esterna per lanciare guerre qua e la' non per cambiare il
regime ma per cambiare la mappa geografica. Questo e' un fatto molto
grave specialmente quando sentiamo parlare di dividere la regione secondo
le confessioni e le etnie. Questo vuol dire che intendono dividere la
regione perche' resti una zona di guerre e conflitti interni.
Personalmente non approvo simili piani.
Di Pasquale
se dovesse scoppiare la Guerra cosa potrebbe succedere in Europa e
soprattutto in Italia?
Nasrallah
Invito il governo italiano alla parzialita' e a non partecipare a
questa guerra e questa aggressione. Poi invito l'Italia a maggiori sforzi
per evitare una guerra nella regione, anche per la posizione politica
dell'Italia nel contesto dell'Europa e credo che la posizione dell'Italia
e dell'Europa potrebbe far risparmiare a questa regione esperienze
drammatiche.
Di Pasquale
Lei ha detto in passato che quello che sta succedendo non riguarda i
rapporti fra cristianita' e l'Islam. Ritiene sempre che tra cristiani e
musulmani non ci siano problemi e non ci saranno?
Nasrallah
Nessuno desidera un confronto tra cristiani e musulmani. Gli
altri desiderano questo. Francamente il movimento sionista mondiale vuole
trasformare la sua battaglia con i musulmani in una conflitto tra
cristiani e musulmani. I musulmani non approvano questo perche' l'Islam
non accetta cio'. Se alcuni cristiani commettono delle aggressioni nei
confronti dei musulmani questo non vuol dire che tutti i cristiani devono
prenderne le responsabilita' cosi anche nel caso contrario. I rapporti tra
cristiani e musulmani devono basarsi sul reciproco rispetto,
sull'accettazione dell'altro, sull'avvicinamento e sulla soluzione dei
problemi mediante il dialogo.
Di Pasquale
Fino adesso abbiamo parlato di guerra, di forza, di rischi, di
problemi. In realta' Hezbullah in questi ultimi anni si e' occupato dei
problemi civili, della societa' civile, di aiutare quanti ne hanno bisogno,
Le chiedo tra il braccio armato e il braccio politico che cosa pesa di piu'
in questo momento all'interno di Hezbullah?
Nasrallah
Ogni braccio ha le proprie funzioni e responsabilita'. Abbiamo partecipato
alle prime elezioni parlamentari in Libano, dopo la fine della guerra
civile, e abbiamo dato uno slancio alla vita politica nel paese. Abbiamo
partecipato alle elezioni parlamentari del 92' poi quelle del 96' e quelle
del 2000 e abbiamo un ottimo blocco all'interno del parlamento. Abbiamo
partecipato alle elezioni municipali ed amministrative e partecipiamo a
tutte le elezioni sindacali in Libano, abbiamo anche rapporti con tutte le
confessioni religiose e i partiti politici nel paese.
Assistiamo ad un'apertura verso tutte le forze in Libano anche con quelle
che non abbracciano le nostre idee religiose, dottrinali e politiche.
Crediamo che i libanesi devono continuare a dialogare tra di loro. Non e'
permesso un ritorno del Libano alla guerra civile. Devo dire in questo
merito che Hezbullah non e' stato parte della guerra civile. Il nostro
movimento mirava a combattere le forze di occupazione israeliana e non era
coinvolto nelle questioni interne in Libano tra musulmani e cristiani e
gli altri partiti.
Continueremo nella nostra azione politica e quest'azione non indebolisce
l'altra, al contrario la rafforza.
Di Pasquale
C'e' ancora una cosa che vorrei chiedere al segretario generale
di Hezbollah. Voi sareste pronti anche a riprendere un dialogo con gli
Stati Uniti per trovare una soluzione pacifica. E se cosi fosse che cosa
vorreste fare?
Nasrallah
La questione non dipende da noi ma dall'Amministrazione americana. Tutti
quelli che hanno aperto un dialogo con l'Amministrazione americana
dovevano accettare cio' che imponevano gli americani altrimenti sarebbero
stati classificati come terroristi. Se gli americani insistono su questa
politica e non accettano discussioni allora il dialogo sara' sterile senza
utilita' alcuna.
Di Pasquale
Mi scusi per la banalita' della domanda, ma per chiudere, Lei e' piu'
ottimista o piu' pessimista se pensa a quello che potra' accadere nelle
prossime settimane, nei prossimi mesi e nei prossimi anni?
Nasrallah
Non sono ne ottimista ne pessimista. Ma sono come tutti quelli che si
trovano in questa regione, cioe' sono preoccupato perche' ogni aggressione
contro l'Iraq o contro ogni paese arabo o islamico avra' conseguenze
devastanti e potrebbe aprire vecchie ferite e nuove porte con vittime
nuove e nessuno vuole questo.
10
settembre 2002 trasmesso da RAINEWS24